Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti

Caparezza & Tony Hadley – Goodbye Malinconia (2011)

Salvemini iniziò la carriera musicale come cantautore utilizzando il nome d’arte di Mikimix, componendo brani melodici e minimali e riscuotendo poco successo di pubblico e di critica. Condusse in televisione Segnali di fumo, programma musicale di Videomusic in compagnia di Paola Maugeri. Dopo alcune serate nei locali di Milano esordì al Festival di Castrocaro e partecipò successivamente a Sanremo Giovani 1995 con il brano Succede solo nei film, mancando l’accesso alla successiva edizione del Festival di Sanremo. Nel 1996 pubblicò il primo album Tengo duro e poi partecipò nuovamente a Sanremo Giovani 1996 con il brano Donne con le minigonne, con il quale fu ammesso alla sezione “Nuove Proposte” del Festival di Sanremo 1997, evento al quale propose il singolo E la notte se ne va, che anticipò l’uscita del secondo album in studio La mia buona stella, pubblicato nello stesso anno dalla Columbia Records. Nel 1998 Salvemini pubblicò un ultimo singolo come Mikimix, intitolato Vorrei che questo fosse il paradiso. Nel 1998 arriva il cambiamento importante, quello decisivo: Michele si fa crescere capelli e pizzetto e inizia a farsi chiamare Caparezza che in dialetto molfettese significa testa riccia. Da qui inizia una crescita esponenziale che lo porta in pochi anni ad ottenere un successo incredibile. Nel 2003 esce l’album Verità Supposte, la sua consacrazione a livello musicale che contiene brani come “Fuori dal tunnel“, “Vengo dalla Luna” e “Jodellavitanonhocapitouncazzo“. Nel 2006 esce Habemus Capa, il terzo album del cantautore pugliese, che contiene brani come “Torna Catalessi“, “La mia parte intollerante” e “Dalla parte del toro“. I suoi tour sono sempre molto seguiti e spesso sold out. Nel 2008 è la volta di Le dimensioni del mio caos, un album che racconta una storia canzone dopo canzone e che porterà alla stesura del libro “Saghe mentali”. Brani come “Ilaria condizionata”, “Una grande Opera“, “Eroe” e soprattutto “Vieni a ballare in Puglia” (resa celebre dal duetto con Albano) entrano di diritto nella storia di questo cantautore che è sempre più seguito.

Il sogno eretico è il quinto album di Caparezza, pubblicato il 1º marzo 2011 dalla Universal Music Group. Anticipato il 28 gennaio dal singolo Goodbye Malinconia, il quale ha visto la partecipazione di Tony Hadley, Il sogno eretico ha debuttato alla seconda posizione della classifica italiana degli album e dopo quasi due mesi dalla sua uscita, è stato certificato disco d’oro per le oltre 30.000 copie vendute. Il 4 novembre 2011, il disco viene certificato anche disco di platino, superando quindi le 60.000 copie vendute. Caparezza ha affermato che «Goodbye Malinconia è nata in Inghilterra, dopo aver parlato con alcuni dei numerosi italiani emigrati a Londra», i quali gli dicevano che «loro malgrado non sarebbero più tornati nella nazione dove non riuscivano a vivere». La musica del brano, che vede il connubio di rap e synth pop, è un omaggio alle sonorità degli anni ottanta. Tony Hadley, oltre a cantare il ritornello, canta l’ultima delle tre strofe, in lingua inglese. Caparezza spiega la nuova atmosfera di questo suo testo, più malinconica e rassegnata rispetto ai precedenti (tant’è che l’ultima strofa da lui cantata si conclude con «metti nella valigia la collera e scappa da Malinconia»), con la volontà di «cercare in qualche modo di urtare la sensibilità delle persone attraverso delle soluzioni che magari non ti aspetti. Come se ad un certo punto io dicessi: “Ok, basta combattere, andiamocene!”»

Il brano utilizza la metafora di una terra chiamata “Malincònia”, la quale – giocando sull’omonimia – da una parte è uno stato d’animo e dall’altra è uno Stato, inteso come entità giuridica, ovvero lo Stato italiano. Nel singolo il cantante tratta dunque la realtà sociale, culturale e politica dell’Italia, che viene descritta come il Paese da cui tutti se ne vanno, la cui «situazione è più grave di un basso tuba». “A Malincònia tutti nell’angolo, tutti che piangono, toccano il fondo come l’Andrea Doria. Chi lavora non tiene dimora. Tutti in mutande, non quelle di Borat. La gente è sola, beve poi soffoca come John Bonham. La giunta è sorda più di Beethoven quando compone la nona“. “Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga. È Malincònia, terra di santi subito e sanguisuga. Il paese del sole, in pratica oggi paese dei raggi UVA. Non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba E chi vuole rimanere, ma come fa? Ha le mani legate come Andromeda. Qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran. Si peggiora con l’età, ti viene il broncio da Gary Coleman. Metti nella valigia la collera e scappa da Malincònia”. Ma non è sempre stato così. “E pensare che per Dante questo era il “bel paese là dove ‘l sì sona”. Per pagare le spese bastava un diploma, non fare la star o l’icona né buttarsi in politica con i curricula presi da Staller Ilona. Nemmeno il caffè sa più di caffè, ma sa di caffè di Sindona“. C’è sempre meno speranza di far ritornare l’Italia un paese normale. “E poi se ne vanno tutti, da qua se ne vanno tutti. Non te ne accorgi ma da da da qua se ne va vanno tutti. E poi se ne vanno tutti, da qua se ne vanno tutti. Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti“. Fino all’ultima amara considerazione. “Goodbye Malincònia. Come ti sei ridotta in questo stato? Goodbye Malincònia. Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato! Goodbye Malincònia. Come ti sei ridotta in questo stato? Goodbye Malincònia. Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo!“.