Donne sole. Lo stesso.

Paola Turci – Due donne (1989)

Esordisce musicalmente nel 1986, quando sale sul palco del “Festival di Sanremo” con la canzone scritta da Mario Castelnuovo “L’uomo di ieri”, che fa parte anche del suo album di debutto, intitolato “Ragazza sola ragazza blu“. Torna all’Ariston anche nel 1987, con “Primo Tango”, l’anno successivo, con “Sarò Bellissima”, e ancora nel 1989, con “Bambini”, grazie al quale arriva in prima posizione nella sezione Emergenti. Dopo aver portato a Sanremo il brano “Ringrazio Dio”, nel 1990, Paola Turci pubblica il disco “Ritorno al presente”, al cui interno c’è anche “Frontiera”, canzone che viene proposta al “Festivalbar”. Successivamente realizza il suo ultimo disco su etichetta It, “Candido”, e vince in squadra con i Tazenda il “Cantagiro”. Poi duetta insieme con Riccardo Cocciante in “E mi arriva il mare”. Nel 1993 partecipa di nuovo a Sanremo, con un brano autobiografico intitolato “Stato di calma apparente”, di cui è anche autrice, che fa parte dell’album edito dalla BMG “Ragazze”. Il 15 agosto del 1993 Paola Turci è vittima di un incidente stradale avvenuto sulla Salerno-Reggio Calabria. Il sinistro le provoca ferite molto gravi, anche in volto, rendendo necessari dodici interventi chirurgici per salvarle l’occhio destro. Le conseguenze le sfigurano parzialmente il volto, a causa dei cento punti di sutura che i medici sono costretti a usare. Ristabilitasi dal terribile evento, Paola riprende i propri impegni professionali, nonostante il trauma interiore per ciò che le è successo, e già a distanza di poche settimane dal ricovero torna a esibirsi in concerto, nascondendo le ferite con i capelli. Pochi mesi più tardi pubblica il singolo “Io e Maria”, scritto per lei da Luca Carboni, in cui racconta una storia d’amore tra due donne. Insieme con altri artisti prende parte a un tributo all’opera di Lucio Battisti con il collettivo “Innocenti evasioni“, registrando la canzone “Ancora tu”. Nel 1995 Paola Turci pubblica il disco “Una sgommata e via“, che contiene il singolo omonimo, scritto da Vasco Rossi. L’album segna l’inizio del suo sodalizio con Roberto Vasini, e include una cover della canzone di Luigi Tenco “E se ci diranno”. Dopo aver pubblicato “Volo così 1986 – 1996”, antologia celebrativa che include il singolo “Volo così“, canzone portata a Sanremo nel 1996, propone al “Festivalbar” il singolo “La felicità”. Conclude il proprio rapporto con la BMG per firmare con la WEA, per la quale registra “Oltre le nuvole”, disco che include solo cover in italiano di brani inglesi. Tra questi c’è “Sai che è un attimo“, scritta sulle note di “Time for letting go”, di Jude Cole. La canzone supera le 150mila copie vendute e vince il disco di platino. Torna a Sanremo nel 1998 con il brano “Solo come me”. Nel 2000 Paola pubblica un nuovo disco, anche in questo caso di sole cover. Da “Mi basta il paradiso” vengono estratti i singoli “Questione di sguardi”, che riprende “This kiss” di Faith Hill, “Sabbia bagnata” e “Saluto l’inverno”, entrambi scritti insieme con Carmen Consoli. Nel 2002 Paola Turci entra nel circuito delle etichette indipendenti dicendo addio alle major discografiche. Con “Questa parte di mondo” asseconda le sue velleità di cantautrice. Il disco, pubblicato per l’etichetta Nun, include il singolo “Mani giunte”, che ottiene un buon successo nella versione intitolata “Fuck you” duettata con J-Ax e gli Articolo 31 per il loro disco “Domani smetto”. Nel 2004 la cantante romana pubblica “Stato di calma apparente”, antologia registrata in presa diretta con nuovi arrangiamenti dei suoi brani più celebri e che include una cover del pezzo di Chavela Vargas “Paloma Negra”. Nel 2005 è la volta di “Tra i fuochi in mezzo al cielo”, che si avvale della produzione di Carlo Ubaldo Rossi, anticipato dal singolo “Dimentichiamo tutto”. Il disco comprende il brano “Rwanda”, a cui viene assegnato il Premio Amnesty 2006. Nello stesso periodo le canzoni di Paola Turci vengono messe in scena nello spettacolo “Cielo – voce danzante e corpo sonoro” del ballerino Giorgio Rossi. Nel 2007 l’interprete romana prende parte al tour “Di comune accordo”, insieme con Marina Rei e Max Gazzè, suonando la chitarra elettrica e acustica. Nel dicembre dello stesso anno prende parte al “Premio Tenco” esibendosi con “E se ci diranno” e “Quasi settembre”. L’anno successivo con Marina Rei è ospite del “Festival di Sanremo” per esibirsi con Max Gazzè ne “Il solito sesso”. Dopo avere intrapreso un tour con Andrea di Cesare, nel febbraio del 2009 dà alle stampe per Rizzoli “Con te accanto”, romanzo scritto con Eugenia Romanelli. Poche settimane più tardi inizia a condurre la trasmissione di intrattenimento “La mezzanotte di Radio Due”. Successivamente pubblica il disco “Attraversami il cuore”, anticipato dal singolo “La mangiatrice di uomini”, composto da Francesco Bianconi, dei Baustelle. In questo periodo, dopo una vita da atea, si avvicina alla fede religiosa convertendosi al cattolicesimo. Nel 2010 si sposa ad Haiti con Andrea Amato, giornalista di R101. Il matrimonio però dura poco tempo e dopo due anni divorziano. Protagonista del Watoto Festival insieme con Noemi e Fiorella Mannoia, nel 2010 pubblica il disco “Giorni di rose”, che include, tra l’altro, la reinterpretazione del brano di Ivano Fossati “Lunaspina”. L’anno successivo registra “Le storie degli altri”, che conclude la trilogia idealmente iniziata con “Attraversami il cuore”. Sempre nel 2014 pubblica un’autobiografia dal titolo “Mi amerò lo stesso”. Nel 2015 pubblica il disco “Io sono”. Nel dicembre 2016 viene reso noto che Paola Turci sarà una dei ventidue cantanti del Festival di Sanremo 2017. Il brano che presenta si intitola “Fatti bella per te”.

Uscito subito dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 1989, dove con il brano Bambini si aggiudicò il Premio della Critica, l’album è forse il più significativo della carriera della Turci. Infatti molte delle canzoni presenti nel disco (tra cui Due donne e Ti amerò lo stesso) diventeranno in seguito dei veri cavalli di battaglia dell’artista romana. Da segnalare due brani in particolare, La fine di un amore, scritta per lei dal collega Luca Barbarossa e Saigon, brano di Francesco De Gregori cantato in versione live. Nello stesso anno partecipa al Festivalbar con il brano Siamo gli eroi, mentre nel dicembre 1989 la Hit Parade Italia determina che Bambini, che ha raggiunto la decima posizione nella classifica dei singoli, è stato il 50° singolo più venduto dell’anno.

L’amore tra due donne, in un’epoca in cui pareva non conveniente. “Chi sei
riconoscerai: è la mia voce per strada. Così mi richiamerai, Laura. E già qualche tempo fa era un amore in comune. E sì quanta libertà Laura
“. Un tempo si erano amate; ma in modo nascosto e non avevano avuto la forza di combattere contro la società che vedeva la loro unione come semplicemente impossibile. Così si erano perse di vista. Rincontratesi per caso si raccontano la loro vita. “Ora mi vedi e dimmi come stai; i tuoi bambini, i tuoi dolori, i guai. Le tue preghiere, quando guardi lui, che lo confondi con un sentimento; uomo sbagliato amato per spavento“. Si consolano per le proprie vite e si rifanno la promessa di mantenere segreta la loro reciproca omosessualità. “Quando eravamo insieme altre
due donne, come tante sai; che la vita mai ci sarà amica come noi. Non ci ha ancora avute, non ci perderà. Ma i tuoi segreti confidati sono parte di me
“. Tutte e due, scontente della vita che fanno si indagano reciprocamente se l’altra sia disposta a riprovarci. “Così, ora guardi me. So cosa vuoi che ti dica. Ma sì, ho lasciato lui, Laura. Non c’è nessun altro, ma sai come gira la storia, ormai non mi sento più sola“. Ma in breve ritornano alla realtà e capiscono che anche se sono entrambe insoddisfatte della vita attuale e vorrebbero iniziare la loro storia; non sono però ancora pronte ad affrontare la società, i parenti e gli amici. “Ora che non so quasi più chi sei Laura di pianto mi sorprenderai quando tra poco ci saluteremo. È un’emozione che va contro vento, solo il rumore di un altro tempo. Quando eravamo insieme altre due donne come tante sai, quello che hai gridato e che hai sognato come mai, non è ancora vero e non lo trovi mai. Le chiamano scelte Laura adesso. Siamo sole lo stesso, sembriamo vere donne adesso. Donne sole lo stesso“.

Paola Turci – Fatti bella per me (2017)

Esordisce musicalmente nel 1986, quando sale sul palco del “Festival di Sanremo” con la canzone scritta da Mario Castelnuovo “L’uomo di ieri”, che fa parte anche del suo album di debutto, intitolato “Ragazza sola ragazza blu“. Torna all’Ariston anche nel 1987, con “Primo Tango”, l’anno successivo, con “Sarò Bellissima”, e ancora nel 1989, con “Bambini”, grazie al quale arriva in prima posizione nella sezione Emergenti. Dopo aver portato a Sanremo il brano “Ringrazio Dio”, nel 1990, Paola Turci pubblica il disco “Ritorno al presente”, al cui interno c’è anche “Frontiera”, canzone che viene proposta al “Festivalbar”. Successivamente realizza il suo ultimo disco su etichetta It, “Candido”, e vince in squadra con i Tazenda il “Cantagiro”. Poi duetta insieme con Riccardo Cocciante in “E mi arriva il mare”. Nel 1993 partecipa di nuovo a Sanremo, con un brano autobiografico intitolato “Stato di calma apparente”, di cui è anche autrice, che fa parte dell’album edito dalla BMG “Ragazze”. Il 15 agosto del 1993 Paola Turci è vittima di un incidente stradale avvenuto sulla Salerno-Reggio Calabria. Il sinistro le provoca ferite molto gravi, anche in volto, rendendo necessari dodici interventi chirurgici per salvarle l’occhio destro. Le conseguenze le sfigurano parzialmente il volto, a causa dei cento punti di sutura che i medici sono costretti a usare. Ristabilitasi dal terribile evento, Paola riprende i propri impegni professionali, nonostante il trauma interiore per ciò che le è successo, e già a distanza di poche settimane dal ricovero torna a esibirsi in concerto, nascondendo le ferite con i capelli. Pochi mesi più tardi pubblica il singolo “Io e Maria”, scritto per lei da Luca Carboni, in cui racconta una storia d’amore tra due donne. Insieme con altri artisti prende parte a un tributo all’opera di Lucio Battisti con il collettivo “Innocenti evasioni“, registrando la canzone “Ancora tu”. Nel 1995 Paola Turci pubblica il disco “Una sgommata e via“, che contiene il singolo omonimo, scritto da Vasco Rossi. L’album segna l’inizio del suo sodalizio con Roberto Vasini, e include una cover della canzone di Luigi Tenco “E se ci diranno”. Dopo aver pubblicato “Volo così 1986 – 1996”, antologia celebrativa che include il singolo “Volo così“, canzone portata a Sanremo nel 1996, propone al “Festivalbar” il singolo “La felicità”. Conclude il proprio rapporto con la BMG per firmare con la WEA, per la quale registra “Oltre le nuvole”, disco che include solo cover in italiano di brani inglesi. Tra questi c’è “Sai che è un attimo“, scritta sulle note di “Time for letting go”, di Jude Cole. La canzone supera le 150mila copie vendute e vince il disco di platino. Torna a Sanremo nel 1998 con il brano “Solo come me”. Nel 2000 Paola pubblica un nuovo disco, anche in questo caso di sole cover. Da “Mi basta il paradiso” vengono estratti i singoli “Questione di sguardi”, che riprende “This kiss” di Faith Hill, “Sabbia bagnata” e “Saluto l’inverno”, entrambi scritti insieme con Carmen Consoli. Nel 2002 Paola Turci entra nel circuito delle etichette indipendenti dicendo addio alle major discografiche. Con “Questa parte di mondo” asseconda le sue velleità di cantautrice. Il disco, pubblicato per l’etichetta Nun, include il singolo “Mani giunte”, che ottiene un buon successo nella versione intitolata “Fuck you” duettata con J-Ax e gli Articolo 31 per il loro disco “Domani smetto”. Nel 2004 la cantante romana pubblica “Stato di calma apparente”, antologia registrata in presa diretta con nuovi arrangiamenti dei suoi brani più celebri e che include una cover del pezzo di Chavela Vargas “Paloma Negra”. Nel 2005 è la volta di “Tra i fuochi in mezzo al cielo”, che si avvale della produzione di Carlo Ubaldo Rossi, anticipato dal singolo “Dimentichiamo tutto”. Il disco comprende il brano “Rwanda”, a cui viene assegnato il Premio Amnesty 2006. Nello stesso periodo le canzoni di Paola Turci vengono messe in scena nello spettacolo “Cielo – voce danzante e corpo sonoro” del ballerino Giorgio Rossi. Nel 2007 l’interprete romana prende parte al tour “Di comune accordo”, insieme con Marina Rei e Max Gazzè, suonando la chitarra elettrica e acustica. Nel dicembre dello stesso anno prende parte al “Premio Tenco” esibendosi con “E se ci diranno” e “Quasi settembre”. L’anno successivo con Marina Rei è ospite del “Festival di Sanremo” per esibirsi con Max Gazzè ne “Il solito sesso”. Dopo avere intrapreso un tour con Andrea di Cesare, nel febbraio del 2009 dà alle stampe per Rizzoli “Con te accanto”, romanzo scritto con Eugenia Romanelli. Poche settimane più tardi inizia a condurre la trasmissione di intrattenimento “La mezzanotte di Radio Due”. Successivamente pubblica il disco “Attraversami il cuore”, anticipato dal singolo “La mangiatrice di uomini”, composto da Francesco Bianconi, dei Baustelle. In questo periodo, dopo una vita da atea, si avvicina alla fede religiosa convertendosi al cattolicesimo. Nel 2010 si sposa ad Haiti con Andrea Amato, giornalista di R101. Il matrimonio però dura poco tempo e dopo due anni divorziano. Protagonista del Watoto Festival insieme con Noemi e Fiorella Mannoia, nel 2010 pubblica il disco “Giorni di rose”, che include, tra l’altro, la reinterpretazione del brano di Ivano Fossati “Lunaspina”. L’anno successivo registra “Le storie degli altri”, che conclude la trilogia idealmente iniziata con “Attraversami il cuore”. Sempre nel 2014 pubblica un’autobiografia dal titolo “Mi amerò lo stesso”. Nel 2015 pubblica il disco “Io sono”. Nel dicembre 2016 viene reso noto che Paola Turci sarà una dei ventidue cantanti del Festival di Sanremo 2017. Il brano che presenta si intitola “Fatti bella per te”.

L’album è stato anticipato dal singolo Fatti bella per te pubblicato in radio il 9 febbraio 2017, con il quale l’artista ha partecipato al Festival di Sanremo 2017 classificandosi al quinto posto. Il disco è stato prodotto da Luca Chiaravalli e vede Paola Turci nelle vesti di co-autrice di tutti i brani, con la sola eccezione di Un’emozione da poco, cover del brano del 1978 di Anna Oxa presentata dalla cantante durante la serata del Festival di Sanremo 2017 dedicata alle cover, dove si è classificata al secondo posto. Il secondo singolo estratto dall’album è il brano La vita che ho deciso. Il terzo singolo estratto dall’album è il brano Un’emozione da poco. Il 29 settembre è stato pubblicato l’inedito Off-Line, che anticipa la re-edizione dell’album Il secondo cuore (New Edition) pubblicata il 27 ottobre. Il 19 gennaio 2018 entra in rotazione radiofonica il quinto singolo Eclissi.

E’ un manifesto per invitare le donne a piacersi e a non vivere in funzione di qualcun’altro (uomo). Insomma, per piacere agli altri bisogna piacere innanzitutto a se stesse.

Non ti trucchi
E sei più bella
Le mani stanche
E sei più bella
Con le ginocchia sotto il mento
Fuori piove a dirotto
Qualcosa dentro ti si è rotto
E sei più bellaSovrappensiero
Tutto si ferma
Ti vesti in fretta
E sei più bella
E dentro hai una confusione
Hai messo tutto in discussione
Sorridi e non ti importa niente, niente!Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
Tu fatti bella per te!
Per te, per tePassano inverni
E sei più bella
E finalmente
Ti lasci andare
Apri le braccia
Ti rivedrai dentro una foto
Perdonerai il tempo passato
E finalmente ammetterai
Che sei più bellaSe un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
Tu fatti bella per te!
Per te, per teE sei più bella quando sei davvero tu
E sei più bella quando non ci pensi piùSe un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te
Per te
Per te, per te
Tu fatti bella per te!

Volo nel sole perchè ho voglia di bruciare

Paola Turci – Volo così (1996)

Paola Turci ha una carriera artistica trentennale sempre all’insegna della canzone cantautoriale. Canzoni d’amore o di protesta porta sempre il suo segno. Una carriera fatta di alti e bassi, ma senza mai cavalcare l’onda del momento.

Volo così 1986-1996 è una raccolta di Paola Turci. L’album nasce per celebrare i dieci anni di attività musicale della cantante romana. Contiene sedici successi del passato e due inediti, Volo così, brano presentato al Festival di Sanremo 1996 e La felicità, singolo estivo con cui la Turci partecipò al Festivalbar dello stesso anno. Con questo album la cantante ha chiuso definitivamente il contratto con la BMG, per la quale aveva in precedenza pubblicato altri due album di inediti.

La protagonista di questa canzone decide dio dare un taglio netto alla storia con il proprio partner. Dopo incomprensioni infinite, decide che la situazione non è più salvabile e si prende l’onore di essere quella che pronuncia la parole Fine. “Mi sembra di volare, anche se sono ancora qui. E scusa se ti faccio male, se me ne vado via così. E mi riprendo tutte le speranze e le illusioni e tutto quello che sai di me e mi riprendo questo amore in tutte le versioni e ricomincio a vivere“. Il peso che si toglie e lo stato d’animo in cui si sente dopo aver preso questa decisione è eloquente. “E volo così a braccia aperte tra le nuvole, volo così nell’aria persa senza limiti, volo nell’anima di queste notti tenere, volo così perchè è così che devo vivere. Volo nel cuore di chi ha voglia di sbagliare, volo nel sole perchè ho voglia di bruciare“. Notare che il termine bruciare qui va inteso come sbagliare. La protagonista non vuole neanche sentire la reazione del suo partner perchè non vuole un ennesimo litigio e perchè è totalmente convinta della sua decisione. “Adesso no, ti prego non parlare, fammi cadere in questo blu; non ho bisogno di certezze, ma di sognare un pò di più“. E prima di andare via esprime sollievo. “E all’improvviso il vento esprime nuove sensazioni che non so più distinguere. All’improvviso non resisto più alle tentazioni e ricomincio a vivere“.

La grande attrice sa come fingere

Paola Turci – La mangiatrice di uomini (2009)

Paola Turci ha una carriera artistica venticinquennale sempre all’insegna della canzone cantautoriale. Canzoni d’amore o di protesta porta sempre il suo segno indinguibile. Una carriera fatta di alti e bassi, ma senza mai cavalcare l’onda del momento.

Attraversami il cuore è l’undicesimo album in studio di Paola Turci. Anticipato dal singolo La mangiatrice di uomini, L’album è stato prodotto, arrangiato e realizzato da Alessandro Canini. Il secondo singolo estratto è stato il brano che ha dato il titolo all’intera opera, Attraversami il cuore. Nell’album è contenuta anche una cover del noto brano Dio, come ti amo di Domenico Modugno, mentre sono presenti collaborazioni con Marcello Murru, Francesco Bianconi (che scrive proprio il pezzo in questione) e Paolo Fresu.

La protagonista di questa canzone, ovvero la mangiatrice di uomini è una prostituta trans. Una di quelle donne che fa quel lavoro per necessità e senza alcun piacere nel farlo; ma che però lavora in modo indipendente. Vive il giudizio della gente per il lavoro che fa e dei suoi clienti per il suo non essere nata donna. “L’uomo che non sa ride e giudica, io lo fisso e gli sfilo il cardigan. Proprio vero, la grande attrice sa come fingere“. Nella canzone di sono anche chiari riferimenti all’organo sessuale dei clienti (cane) e allo stato d’animo della donna “maledetti i vostri soldi“, “cosa avete da guardare?”. Quando i clienti pretendono piacere a pagamento da lei, si prende la sua rivincita dominandoli anche se solo per qualche minuto. In quei momenti si annullano le derisioni e le umiliazioni. “Benvenuti tutti quanti nella bocca del leone; benvenuti maledetti pregustatevi la fine“. I maledetti sono i clienti, la bocca (proprio in senso letterale) è la sua, che facendo provare piacere a loro li tiene sotto scacco, tanto da sentirsi un leone. “La mangiatrice di uomini si sa si concede e da perle ai porci“. “L’intervista va in diretta per un mondo solo“. I clienti non solo sono definiti porci; ma l’intervista (cioè l’atto) viene richiesto da loro per alleviare la loro solitudine.

Nella tempesta negli occhi

Paola Turci – Stato di calma appartente (1993)

Esordisce musicalmente nel 1986, quando sale sul palco del “Festival di Sanremo” con la canzone scritta da Mario Castelnuovo “L’uomo di ieri”, che fa parte anche del suo album di debutto, intitolato “Ragazza sola ragazza blu“. Torna all’Ariston anche nel 1987, con “Primo Tango”, l’anno successivo, con “Sarò Bellissima”, e ancora nel 1989, con “Bambini”, grazie al quale arriva in prima posizione nella sezione Emergenti. Dopo aver portato a Sanremo il brano “Ringrazio Dio”, nel 1990, Paola Turci pubblica il disco “Ritorno al presente”, al cui interno c’è anche “Frontiera”, canzone che viene proposta al “Festivalbar”. Successivamente realizza il suo ultimo disco su etichetta It, “Candido”, e vince in squadra con i Tazenda il “Cantagiro”. Poi duetta insieme con Riccardo Cocciante in “E mi arriva il mare”. Nel 1993 partecipa di nuovo a Sanremo, con un brano autobiografico intitolato “Stato di calma apparente”, di cui è anche autrice, che fa parte dell’album edito dalla BMG “Ragazze”. Il 15 agosto del 1993 Paola Turci è vittima di un incidente stradale avvenuto sulla Salerno-Reggio Calabria. Il sinistro le provoca ferite molto gravi, anche in volto, rendendo necessari dodici interventi chirurgici per salvarle l’occhio destro. Le conseguenze le sfigurano parzialmente il volto, a causa dei cento punti di sutura che i medici sono costretti a usare. Ristabilitasi dal terribile evento, Paola riprende i propri impegni professionali, nonostante il trauma interiore per ciò che le è successo, e già a distanza di poche settimane dal ricovero torna a esibirsi in concerto, nascondendo le ferite con i capelli. Pochi mesi più tardi pubblica il singolo “Io e Maria”, scritto per lei da Luca Carboni, in cui racconta una storia d’amore tra due donne. Insieme con altri artisti prende parte a un tributo all’opera di Lucio Battisti con il collettivo “Innocenti evasioni“, registrando la canzone “Ancora tu”.  Nel 1995 Paola Turci pubblica il disco “Una sgommata e via“, che contiene il singolo omonimo, scritto da Vasco Rossi. L’album segna l’inizio del suo sodalizio con Roberto Vasini, e include una cover della canzone di Luigi Tenco “E se ci diranno”. Dopo aver pubblicato “Volo così 1986 – 1996”, antologia celebrativa che include il singolo “Volo così“, canzone portata a Sanremo nel 1996, propone al “Festivalbar” il singolo “La felicità”. Conclude il proprio rapporto con la BMG per firmare con la WEA, per la quale registra “Oltre le nuvole”, disco che include solo cover in italiano di brani inglesi. Tra questi c’è “Sai che è un attimo“, scritta sulle note di “Time for letting go”, di Jude Cole. La canzone supera le 150mila copie vendute e vince il disco di platino. Torna a Sanremo nel 1998 con il brano “Solo come me”. Nel 2000 Paola pubblica un nuovo disco, anche in questo caso di sole cover. Da “Mi basta il paradiso” vengono estratti i singoli “Questione di sguardi”, che riprende “This kiss” di Faith Hill, “Sabbia bagnata” e “Saluto l’inverno”, entrambi scritti insieme con Carmen Consoli. Nel 2002 Paola Turci entra nel circuito delle etichette indipendenti dicendo addio alle major discografiche. Con “Questa parte di mondo” asseconda le sue velleità di cantautrice. Il disco, pubblicato per l’etichetta Nun, include il singolo “Mani giunte”, che ottiene un buon successo nella versione intitolata “Fuck you” duettata con J-Ax e gli Articolo 31 per il loro disco “Domani smetto”. Nel 2004 la cantante romana pubblica “Stato di calma apparente”, antologia registrata in presa diretta con nuovi arrangiamenti dei suoi brani più celebri e che include una cover del pezzo di Chavela Vargas “Paloma Negra”. Nel 2005 è la volta di “Tra i fuochi in mezzo al cielo”, che si avvale della produzione di Carlo Ubaldo Rossi, anticipato dal singolo “Dimentichiamo tutto”. Il disco comprende il brano “Rwanda”, a cui viene assegnato il Premio Amnesty 2006. Nello stesso periodo le canzoni di Paola Turci vengono messe in scena nello spettacolo “Cielo – voce danzante e corpo sonoro” del ballerino Giorgio Rossi. Nel 2007 l’interprete romana prende parte al tour “Di comune accordo”, insieme con Marina Rei e Max Gazzè, suonando la chitarra elettrica e acustica. Nel dicembre dello stesso anno prende parte al “Premio Tenco” esibendosi con “E se ci diranno” e “Quasi settembre”. L’anno successivo con Marina Rei è ospite del “Festival di Sanremo” per esibirsi con Max Gazzè ne “Il solito sesso”. Dopo avere intrapreso un tour con Andrea di Cesare, nel febbraio del 2009 dà alle stampe per Rizzoli “Con te accanto”, romanzo scritto con Eugenia Romanelli. Poche settimane più tardi inizia a condurre la trasmissione di intrattenimento “La mezzanotte di Radio Due”. Successivamente pubblica il disco “Attraversami il cuore”, anticipato dal singolo “La mangiatrice di uomini”, composto da Francesco Bianconi, dei Baustelle. In questo periodo, dopo una vita da atea, si avvicina alla fede religiosa convertendosi al cattolicesimo. Nel 2010 si sposa ad Haiti con Andrea Amato, giornalista di R101. Il matrimonio però dura poco tempo e dopo due anni divorziano. Protagonista del Watoto Festival insieme con Noemi e Fiorella Mannoia, nel 2010 pubblica il disco “Giorni di rose”, che include, tra l’altro, la reinterpretazione del brano di Ivano Fossati “Lunaspina”. L’anno successivo registra “Le storie degli altri”, che conclude la trilogia idealmente iniziata con “Attraversami il cuore”. 

L’album Ragazze uscito dopo la partecipazione della cantante al Festival di Sanremo 1993, dove l’artista romana ha presentato il brano da lei scritto Stato di calma apparente, l’album è il primo della cantante dopo la rescissione del contratto con la precedente etichetta It, con la quale aveva pubblicato i primi quattro album. Nel 1994 è stato ripubblicato con l’aggiunta di due brani, Io e Maria in versione remix e Ancora tu, storico brano di Lucio Battisti, brano quest’ultimo non inedito comunque perché già inserito nel disco Innocenti evasioni 1994, raccolta che vedeva i più popolari artisti italiani reinterpretare le canzoni di Battisti. Ragazze contiene anche un pezzo scritto da Luca Carboni (Io e Maria), uno firmato da Sergio Cammariere (Mentre piove) e brani scritti dalla Turci assieme a Adriano Pennino, tra cui Pedalò, singolo pubblicato nell’estate 1993. La tromba che accompagna l’artista in diversi brani del disco è suonata da Demo Morselli. La foto della copertina è stata scattata da Patrick Nicholas.

E’ appena finita una storia e lei soffre molto. Per giunta viveva con il suo uomo in una città, Bologna che non era la sua. Nel viaggio di ritorno a casa Paola Turci (è una canzone autobiografica) racconta il suo stato d’animo e ricorda tutto quello che è stato; facendo anche accenni a quello che vede nel treno. “Sono sul mio treno, dolce movimento. Il cuore guida la mia mano, scrivo piano riflettendo sul bisogno di cambiare che c’è in me, fuori e dentro me. E ricordo da lontano la solitudine di ieri, un continuo adattamento alle curve, al sentimento; all’universo che non si muove dentro me Fuori e dentro me“. “Sono sul mio treno, ridono mamme coi bambini, affacciate dalle case prima della galleria. E il buio accende ancora fuochid entro me, dalla vita mia“. “È uno stato di calma apparente, è una forma d’amore costante. In questo mare negli occhi tuoi occhi tuoi, nella tempesta negli occhi tuoi occhi tuoi“.