Mi manca pagare qualcosa con le figurine

Bugo & Ermal Meta – Mi manca (2020)

Negli anni 2000 riesce a far pubblicare il suo primo album intitolato “La prima gratta”. Ma il successo maggiore lo ottiene grazie al suo secondo album “Sentimento Westernato”, che lo fa diventare molto famoso. Infatti, grazie a questo album riesce ad avere il suo primo contratto con la Universal. Nel 2002 pubblica un terzo album: il titolo è “Dal lo fai al ci sei”. Proprio per la Universal pubblica “Golia & Melchiorre” e quattro anni dopo “Sguardo Contemporaneo”. Nel 2006 collabora con lo scrittore Aldo Nove: scrive una canzone intitolata “Amore mio infinito”, chiaro tributo a un libro di Nove. Due anni più tardi lo scrittore scrive per lui il testo di “Balliamo un altro mese”, pubblicata nel disco di Bugo intitolato “Contatti”. Dopo un periodo di pausa, torna nel 2015 con un altro disco: “Nessuna scala da salire”. Firma con l’etichetta Carosello il suo ritorno. Per quanto riguarda la sua vita privata, purtroppo non si hanno molte notizie di Bugo: sappiamo che nel 2011 si è sposato con Elisabetta e il loro matrimonio è stato celebrato in India; poco dopo hanno avuto un bambino. La coppia ha vissuto a New Delhi dal 2010 al 2014. In questo periodo Bugo si dedica anche alle arti visive, realizzando varie opere, sia in Italia che in India. La sua arte si avvicina alle ricerche dell’arte concettuale. Collabora infine saltuariamente con riviste d’arte contemporanea.

Cristian Bugatti è il nono album in studio di Bugo, pubblicato il 7 febbraio 2020 dalla Mescal. La produzione dell’album è iniziata nel corso del 2018 contattando i produttori Simone Bertolotti e Andrea Bonomo. Con una visione molto chiara, in un anno e mezzo hanno «tirato fuori molte canzoni» da cui le nove che compongono l’album. L’idea era quella di creare un album «classico, ma molto 2020», come dichiara alla rivista Leggo. Tra i riferimenti del disco, Bugo cita Battisti, gli Oasis e Vasco Rossi, considerati da sempre suoi miti. Nel corso di un’intervista per Rolling Stone, Bugo ha dichiarato che il titolo nasce come atto di umiltà per presentarsi al grande pubblico sanremese, essendo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2020 come la prima della sua carriera. L’album esce in concomitanza con la partecipazione di Bugo al Festival di Sanremo 2020 col brano Sincero, cantato con un featuring di Morgan. Il 5 febbraio, durante i giorni del Festival, esce in radio il singolo sanremese “Sincero”. Il giorno stesso viene pubblicato il videoclip ufficiale sul canale YouTube di Bugo. Il 7 febbraio viene pubblicato l’album, sia in CD che in formato digitale. Nel corso della quarta serata del Festival, Morgan inizia l’esecuzione di Sincero con un testo differente da quello originale e Bugo ne interrompe l’esecuzione abbandonando il palco. Il brano sarà squalificato dalla competizione sanremese per defezione. Il 1º maggio 2020, in concomitanza con la partecipazione di Bugo al Concerto del Primo Maggio a Roma, viene lanciato il secondo singolo Mi manca, in duetto con Ermal Meta. Il singolo poi viene eseguito durante il concerto dal solo Bugo, mentre Sincero viene eseguito in duetto con Nicola Savino.

Canzone simbolo della generazione degli anni novanta, di chi cioè era adolescente in quel decennio. Si canta la pesantezza di essere diventati grandi, le responsabilità e la perdita della gioia e dell’innocenza. “Avevo voglia di parlare con te, non so nemmeno per dirti cosa; delle porte fatte con le magliette o di Sergio che non si sposa. Avevo voglia di giocare con te, a chi sputa più lontano. Rompere i vetri delle fabbriche, farci sgridare da qualcuno. Ah, che noia essere grandi, andare ai compleanni, parlare di soldi e dei figli degli altri. Ah, è tardi e devo già andare“. Sono belli invece i ricordi dell’adolescenza. “E mi manca aspettare l’estate, comprare le caramelle colorate. E mi manca la strada in due in bici; mi manco io, mi manchi tu. E mi manca una bella canzone; pagare qualcosa con le figurine. E mi manca la biro tra i denti; mi manco io, mi manchi tu. Ti manco io, e ti manchi tu“. “Avevo voglia di parlare con te, te lo ricordi il tuo primo pallone. Finiva sotto le macchine; però col vento sapeva volare. Lo sai che voglia di giocare che ho, anche di piangere e soffiarmi il naso; poi sprofondare nell’erba più alta. Tornare a casa sporco di prato“. La disillusione di un tempo che non potrà più tornare indietro. “Ah, e invece siamo già grandi, con il dovere di dare risposte e firmare e non lanciare sassi. Ah, ti voglio ancora bene“.

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